Acqua perfetta con il depuratore acqua

Il depuratore dell’acqua è un qualsiasi dispositivo atto al filtraggio dell’acqua e alla sua purificazione. L’ acqua si sa è essenziale per il nostro organismo. Non tutte le acque pero sono uguali o ugualmente salutari. Territori differenti presentano qualità di acque differenti. Sebbene l’acqua degli acquedotti debba necessariamente rispondere ai requisiti di potabilità, la qualità dei residui in essa presenti è molto variabile e influenza notevolmente gli effetti che può avere sul nostro organismo berla quotidianamente.

Struttura del depuratore acqua

Per questa ragione i depuratori d’ acqua ad uso domestico sono diversificati e mirati a risolvere specifici problemi legati alla qualità dell’ acqua che beviamo. Proviamo a vedere come sono fatti e come agiscono. I depuratori d’ acqua sono, come accennato, diversificati in funzione degli obbiettivi che si intende raggiungere attraverso il loro utilizzo. I depuratori d’acqua non si utilizzano unicamente per rendere più pura e godibile l’ acqua potabile ma anche per eliminare il calcare dall’ acqua con la quale puliamo ambienti e capi d’ abbigliamento, che utilizziamo per lavarci e per rendere potabile l’ acqua dei pozzi. Queste tre finalità incontrano tre diverse proposte di dispositivi atti alla depurazione.

I filtri sono montati direttamente sul rubinetto dell’acqua corrente o contenuti in speciali brocche di filtraggio da riempire con l’acqua. Gli addolcitori, dotati di capienti serbatoi, addolciscono e dunque riducono notevolmente il residuo calcareo attraverso l’uso di speciali sali. Vi sono infine dispositivi cosiddetti a “osmosi inversa” dotati di un insieme di filtri a microfiltrazione detti appunto “membrane osmotiche”. Quest’ ultimo tipo di depuratore è riconosciuto come il piu efficace in quanto ha la capacita di filtrare davvero ogni tipo di impurita. Inolyre questo tipo riescono addirittura a filtrare molecole piccolissime come i sali minerali, rendendo l’ acqua piu leggera.

Perchè il depuratore?

Non avete che l’imbarazzo della scelta nel campo dei depuratori d’acqua domestica. In base alle vostre esigenze infatti, se giustamente indirizzati dalle aziende produttrici, potrete beneficiare di tutti gli effetti positivi derivanti dalla purificazione dell’acqua che bevete, con la quale vi lavate quotidianamente o che utilizzate per lavare i vostri indumenti.

Gli esperti del settore in particolare, vi aiuteranno a scegliere il sistema di depurazione più adatto alle vostre esigenze e alle vostre tasche, tenendo in considerazione soprattutto la qualità dell’acqua del vostro rubinetto o del vostro pozzo, determinata appunto dai residui in essa presenti. Per ogni tipo di acqua vi sarà proposto il depuratore più adatto, evitando così uno spreco di denaro, non solo nell’acquisto di un depuratore non adatto a voi, ma soprattutto quello relativo all’acquisto di acqua imbottigliata nonchè di prodotti anticalcare per i vostri elettrodomestici o addirittura quelli relativi a parti costose di lavatrici, ad esempio, rovinate dal calcare.

Osservare il cielo con un telescopio astronomico

Il telescopio astronomico consente attraverso l’uso di specifiche lenti di indirizzare la luce proveniente da luoghi remoti verso un specifico punto interno al telescopio che fa si che sia possibile osservare un’immagine ingrandita di ciò che il telescopio mette a fuoco. Questi generi di telescopi sono anche definiti telescopi ottici per distinguerli dai radiotelescopi o dai telescopi per raggi x o raggi gamma.

I telescopi ottici

si distinguono in rifrattori e riflettori; i primi ingrandiscono l’immagine grazie alle peculiarità ottiche delle lenti, i secondi attraverso curvature di specchi. Vi sono in oltre i telescopi catadiottrici che usano sia lenti che specchi. Le due principali caratteristiche sono il diametro e la lunghezza focale. Un diametro maggiore garantirà maggiore luce in entrata nel telescopio, migliorando le prestazioni dello stesso, rendendo possibile la visione di oggetti più piccoli e deboli, allo stresso tempo al crescere del diametro, già sopra gli 8-10 cm, la turbolenza dell’atmosfera diverrà più sensibile provocando un degradamento dell’immagine osservata.

Anche le focali aumentando consento un maggiore ingrandimento dell’oggetto osservato ma allo stesso tempo comportano una riduzione della luminosità e quindi della nitidezza. Oltre a quanto detto un altro elemento da tenere in considerazione è il tipo di montatura che potrà essere equatoriale o altazimutale, quest’ultima punta l’oggetto da osservare seguendo movimenti che sono paralleli o perpendicolari all’orizzonte, tale montatura non richiede alcun allineamenti a differenza dell’equatoriale che richiede l’allineamento con il polo nord; l’uso fotografico del telescopio migliore è talvolta una discrimine per la scelta tra le due montature.

Il valore di un telescopio astronomico

Non è certo una spesa insignificante, ma il principale elemento di valutazione che un appassionato di astronomia dovrà valutare, oltre al budget di spese, sarà la portabilità e le prestazione, un telescopio astronomico con obbiettivo da 40 o 60 cm sicuramente ci offrirà immagini spettacolari, ma con quanta agevolezza lo potremo portare nei luoghi di nostro interesse se questi sono più d’uno e distanti? Viceversa uno con obbiettivo di 7 o 8 cm ci offrirà sicuramente una buona portabilità ma ci offrirà immagini più piccole e stelle molto distanti non ci appariranno forse tanto spettacolari.

È quindi l’utilizzo che ne dobbiamo fare che ci guida nella scelta, se l’intento è quello di andare ad osservare i pianeti maggiori in una bella notte serena senza che ciò comporti difficoltà negli spostamenti orientarsi verso un più economico e versatile telescopio piccolo anche nell’ordine dei 10-20 cm in funzione del peso, potrebbe essere una scelta saggia, se l’intento è di cogliere e studiare flebili segnali dal l’universo profondo e verso ben altro che bisognerà orientarsi a discapito sia del portafoglio che della mobilità.

Mantenersi in forma con la pedana vibrante

La pedana vibrante è una macchina ginnica, dotata di alimentazione elettrica e destinata agli appassionati della linea. È un apparecchio noto tra frequentatori assidui di palestre. Ma è disponibile sul mercato anche in versioni adatte all’uso domestico. Attraverso una speciale pedana, esercita un’ energica vibrazione che si estende a tutto il corpo.

Scopo della pedana vibrante

Pare che la pedana vibrante abbia effetti positivi in programmi fisioterapici e riabilitativi e che agisca sui cosiddetti “punti critici”, glutei, fianchi, cosce, mirando a una progressiva riduzione della cellulite e al rassodamento corporeo. Il principio secondo il quale vibrando la pedana effettui un’azione modellante e rassodante, è che la vibrazione riprodurrebbe l’azione che una camminata o una corsa avrebbero sul corpo, impattando quest’ultimo col suolo.

Sebbene la vibrazione effettuata dal macchinario si propaghi a tutto il corpo, la pedana vibrante non va confusa con apparecchi deputati alla ginnastica passiva tramite elettrostimolazione, in quanto la sua azione non è espletata stimolando miratamente il tessuto muscolare. Semplice da usare, la pedana vibrante è uno strumento esistente già da diversi anni sul mercato e dunque potenzialmente accessibile a tutti. È stata perfezionata negli anni, sia dal punto di vista dei materiali, sia dal punto di vista dei programmi e della maneggevolezza. Proviamo a vedere più nel dettaglio quali sono le parti che costituiscono una pedana vibrante.

Come è fatta e a chi si rivolge

le parti costituenti di una pedana vibrante sono la pedana, sulla quale è sufficiente semplicemente salire, può essere dotata o meno di una costola, cui sono connessi due manubri, spesso anch’essi vibranti e un monitor computerizzato. Può essere semplicemente costituita da una pedana computerizzata. La pedana vibrante si rivolge potenzialmente a tutti, dagli atleti ai più sedentari, presentando poche controindicazioni. Per soggetti sani e in forma non c’è alcuna controindicazione all’uso della pedana vibrante.

Tuttavia in caso di patologie, specialmente se si tratta di patologie infiammatorie di competenza ortopedica o neurologica come ernia del disco, l’azione vibrante potrebbe causare alcuni problemi e pertanto è necessario rivolgersi al proprio medico curante per assicurarsi di poter usufruire della pedana vibrante prima di mettere mani al portafoglio. Le pedane vibranti disponibili sul mercato hanno prezzi variabili a seconda del target cui si rivolgono. Le pedane professionali, destinate alle palestre e di potenza decisamente maggiore, hanno prezzi molto più alti rispetto a modelli più minuti e leggeri pensati per l’uso domestico, spesso facilmente riponibili in angoli nascosti della casa.

Perchè è utile un’affettatrice?

Tutti gli appassionati di carte ma anche tutti coloro che amano gli affettati, sanno bene perchè è importante possedere direttamente in casa un’affettatrice. Meglio ancora, questo prodotto è un vero e proprio must per chi produce direttamente sia i salumi che i formaggi e che – quotidianamente – sente il bisogno di conservare una parte della produzione divisa in parti più piccole. Non tutti, però, sanno come utilizzare questo prodotto e soprattutto quale scegliere in base alle proprie esigenze.

Perchè usare un’affettatrice?

L’affettatrice è un elettrodomestico che in genere si utilizza nei supermercati e all’interno delle salumerie. Altre tipologie di affettatrici, poi, si possono incontrare anche in macelleria. In tutti i casi l’uso di questo prodotto è sempre lo stesso: affettare i salumi e la carne. Tuttavia, oltre a chi ha un’attività di vendita di salumi e carni, l’affettatrice è anche un prodotto molto utilizzato anche in casa. Tante famiglie, infatti, anche per ottenere un risparmio economico preferiscono acquistare interi salami o prosciutti o interi pezzi di carne e poi affettarli direttamente a casa.

In tutti i casi si tratta di una scelta economica: acquistare i prodotti ‘interi’ dal macellaio o dal salumiere, infatti, significa abbattere i costi legati alla spesa, mantenere in casa una scorta di alimenti e quindi evitare – spesso anche quotidianamente – di dover andare al supermercato per fare scorte alimentari. Scegliere un’affettatrice, tuttavia, potrebbe non essere semplice – specie per chi non ne sa molto. Tuttavia, ci sono diverse tipologie di prodotti che in ogni caso sono in grado di rispondere alle esigenze più ampie e variegate.

Quando spazio occupa un’affettatrice?

Le affettatrici possono essere molto diverse: ci sono modelli più complessi da utilizzare , dotati anche di un supporto tecnologico e moderno e altre tipologie, invece, più semplici e di conseguenza anche pià economiche. Prima di acquistare un’affettatrice, tuttavia, è fondamentale capire dove si vuole posizionarla in casa. Sappiate che un’affettatrice, di per sé, è un prodotto abbastanza ingombrante e che come tale ha bisogno di un piano molto ampio, non solo per poggiare la base ma anche per utilizzarla comodamente.

L’ideale, naturalmente, sarebbe posizionarla in cucina; spesso, però, le cucine sono piccole e lo spazio a sufficienza è poco. Per questo motivo, sono tante le persone che decidono di installare l’affettatrice lontano dalla cucina, magari nello sgabuzzino oppure nella camera degli ospiti. Infine, sappiate che le esigenze di spazio di un’affettatrice variano anche in base al modello che sceglierete: l’affettatrice manuale, ad esempio, è tra le più grandi; mentre si può ottenere un’ottimizzazione dello spazio optando per un modello elettrico.

La fitoterapia con la Maca peruviana

La maca peruviana o lepidium meyeni, È una pianta originaria delle ande, molto utilizzata nella fitoterapia per le sue riconosciute proprietà curative, gia note da tempi antichissimi alle popolazioni andine. Questa pianta è edibile solo in parte e può essere assunta tramite il consumo di appositi preparati fitoterapici contenenti i suoi principi attivi. Proviamo ad elencare quali sono gli effetti benefici prodotti sull’ organismo da questa straordinaria risorsa naturale.

Effetti dell’uso di maca peruviana

La maca peruviana è nota in ambito fitoterapico per diverse proprieta connesse alla cura dell’ apparato riproduttivo, sia maschile che femminile e piu in generale di tutto cio che concerne il desiderio sessuale. Vediamo in particolare per quali scopi viene impiegata. Questa pianta estremamente energetica sembra innanzitutto essere un alleato preziosissimo delle donne. Pare infatti abbia effetti sulla capacita riproduttiva dell’apparato femminile, inducendo aumento di fertilita.

Ma non finisce qui, la maca peruviana sarebbe in grado di agire, rinforzandolo, sul desiderio sessuale femminile. Altre proprieta riconosciute alla maca peruviana sono quelle di ridurre e attenuare i disturbi legati alla menopausa. In altre parole puo agevolare moltissimo la vita di tutte quelle donne affette da vari tipi di disturbi a carico dell’ apparato riproduttivo, migliorandone la qualita di vita.

Effetti derivanti dal consumo di maca peruviana negli uomini

Anche i maschi possono beneficiare degli effetti terapeutici legati all’utilizzo di integratori e preparati fitoterapici a base di maca peruviana. La nostra pianta infatti ha riconosciuti effetti positivi anche sull’ apparato riproduttivo maschile. Anzitutto agisce da tonico, favorendo l’ attivita erettile, il che lo rende di sicuro prezioso, sembra sia addirittura in grado, non solo di migliorare le prestazioni sessuali ma anche di contrastare la disfunzione erettile. agisce sulla libido, rinforzando ed incrementando il desiderio sessuale. In quanto ricca di nutrienti e stimolanti, la maca è un energizzante formidabile poichè fornisce energia e contrasta stanchezza e fiacchezza.

Come energizzante viene paragonato negli effetti al certamente piu famigerato ginseng. Pur avendo riconosciute proprietà di maca terapeutiche e curative la maca peruviana è utilizzata come alternativa ai farmaci riconosciuti dalla medicina ufficiale. Pertanto è bene informarsi sempre sui possibili effetti collaterali, sulla presenza di allergie ed assumere preparati fitoterapici sotto consiglio di professionisti esperti in materia, al fine di limitare i possibili effetti collaterali derivanti dalla sua assunzione. Essendo i preparati a base di maca peruviana Disponibili in erboristeria ma anche on line, è sempre bene assicurarsi di acwuistare prodotti affidabili al fine di evitare spiacevoli inconvenienti.

Vantaggi dell’epilatore a luce pulsata

Un epilatore a luce pulsata è un dispositivo, dotato di alimentazione elettrica, che utilizza una avanzata tecnologia per colpire i bulbi piliferi e inibire la ricrescita degli antiestetici peli superficiali, non agendo sulla cute, ma mirando direttamente ai peli. Questo tipo di dispositivo per l’ epilazione, processo che mira all’ estirpazione definitiva dei peli superflui, rappresenta un’ alternativa altamente tecnologica a rasoi, cerette, depilatori elettrici a pinzette. Proviamo a vedere nel dettaglio come funziona un epilatore.

Il bombardamento dell’epilatore a luce pulsata

L’epilatore a luce pulsata sfrutta la tecnologia della fotolisi selettiva. Cosa vuol dire esattamente? I bulbi piliferi vengono per così dire, “bombardati” da lampi di luce e distrutti. Questi lampi di luce svolgono azione selettiva in quanto, mirando direttamente ai bulbi piliferi non agiscono sulla pelle o tessuto cutaneo.Gli epilatori a luce pulsata sono dotati di speciali sistemi di protezione della pelle dai raggi uv, o schermi protettivi nonché di interruttori di sicurezza appositamente progettati per arrestare l’ emissione degli impulsi luminosi quando non ve ne sia alcun bisogno.

Sono necessarie diverse sedute di luce pulsata per apprezzarne dei risultati soddisfacenti, in quanto i bulbi tendono a ricostituirsi ma a produrre peli sempre più deboli.Gli effetti della luce pulsata sono di certo piu duraturi di quelli di una normale ceretta o peggio dell’uso di una classica lametta e tuttavia non definitivi. Sul mercato sono disponibili a prezzi più o meno abbordabili, epilatori a luce pulsata per l’ utilizzo domestico.

Vantaggi e svantaggi derivanti dall’utilizzo di epilatori a luce pulsata

Anzitutto va detto che in termini squisitamente economici, acquistare un epilatore domestico a luce pulsata, comporta in ogni caso un notevole risparmio in relazione al costo complessivo delle sedute professionali necessarie per ottenere dei risultati apprezzabili. Ciò detto, l’ uso domestico non garantisce sicuramente la qualità delle prestazioni, specialmente in caso si siano acquistati dispositivi di basso costo. Non è ven chiaro inoltre che tipo di danni potrebbe provocare al corpo l’ utilizzo improprio di un epilatore elettrico a luce pulsata.

Tuttavia l’ epilazione assicura effetti piu duraturi di una comune ceretta, o di un apparecchio elettrico a pinzette. La ceretta pero, qualora non specificamente controindicata, specialmente se eseguita in casa e con un prodotto di buona qualità, assicura, a prezzi estremamente contenuti, una depilazione perfetta, rilassante e priva di conseguenze. Dunque la scelta del metodo e degli strumenti per la depilazione sta soltanto a voi.

L’importanza della fecondazione assistita

Con fecondazione assistita si intende un insieme di tecniche messe a punto per lo scopo di indurre una donna che ha difficoltà a rimanere incinta a rimanere incinta. una gravidanza si instaura normalmente all’interno della cavità uterina a seguito della fecondazione di un ovulo femminile da parte del seme maschile. Perché questo processo avvenga è necessario che sussistano determinate condizioni: che entrambi i partner siano in età fertile, che la donna ovuli e che gli spermatozoi dell’uomo siano competitivi. Nella maggior parte dei casi le gravidanze si instaurano in maniera del tutto spontanea e spesso non programmata.

Vi sono casi in cui, per diversi fattori, età della donna, stile di vita, abitudine al fumo, stress ecc. la donna pur essendo fertile e avendo un compagno altrettanto fertile non riesce a rimanere incinta; in quei casi, se il desiderio di avere figli è molto importante i partners possono decidere di rivolgersi alla fecondazione assistita. Nel caso in cui invece sfortunatamente la donna è sterile, ossia non produce ovuli, non si può ricorrere alla fecondazione assistita.

Come funziona la fecondazione assistita

Come già accennato non esiste una sola tecnica per consentire a una donna di essere aiutata nel restare incinta. fecondazione assistita può essere anzitutto omologa o eterologa. La fecondazione medicalmente assistita omologa consiste nell’unione di ovulo e seme appartenenti alla stessa coppia che non riesce ad avere figli. In questo caso il corredo genetico ereditato dal nascituro sarà quello dei genitori. La fecondazione eterologa invece avviene se il seme o l’ovulo sono prelevati da donatori esterni alla coppia.

In questo caso ovviamente il nascituro avrà un corredo genetico solo in parte ereditato da uno dei due genitori, molto probabilmente sterile. esistono banche del seme in cui campioni di seme prelevato dai donatori vengono conservati e successivamente utilizzati ai fini della fecondazione assistita eterologa. Esiste altresì l’ovodonazione o donazione di ovuli da utilizzare nei casi di infertilità femminile dovuta a vari fattori, compresa la menopausa precoce.

La fecondazione assistita in Italia

La fecondazione assistita in Italia è una pratica sempre più spesso diffusa, come del resto in altre parti d’Europa. Prima di ricorrere all’adozione infatti le giovani coppie approdano presso i centri specializzati nella cura dell’infertilità, per sottoporsi a diversi tipi di trattamento. Pertanto è stato istituito uno speciale registro detto Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita nel quale sono iscritti tutti i centri autorizzati che operano nel settore della fecondazione assistita.

L’evoluzione dei motori areonautici

Quasi tutti i motori alternativi aeronautici sono del tipo a ciclo Otto a quattro tempi, ma non mancano (e non sono mancati) anche esempi di motori a due tempi ed a ciclo Diesel. Fin verso la fine della 1° guerra mondiale erano relativamente diffusi i motori rotativi, che garantivano una migliore refrigerazione poiché l’intero propulsore, durante il funzionamento, era in rapida rotazione.

Come sono fatti i motori aereonautici?

Gli inconvenienti derivanti dalle violente vibrazioni, dalle notevolissime forze centrifughe, e la quasi impossibilità di realizzare motori di elevata potenza portarono però alla successiva, incontrastata affermazione del motore di tipo classico, con banchi di cilindri in linea o con cilindri radiali (od a stella). I motori con cilindri in linea, detti anche semplicemente motori in linea, possono essere refrigerati ad aria o a liquido. La prima tecnica, seguita solo su propulsori di piccola e media Potenza (generalmente Inferiore ai 1000 CV), comporta l’impiego di cilindri dotati di un’estesa attrezzatura di raffreddamento: la refrigerazione a liquido utilizza invece radiatori per trasmettere all’aria il calore che acqua, o speciali miscele, sottraggono ai cilindri, circolando attorno ad essi in opportune camicie.

I motori a stella i cui cilindri sono disposti a raiglera attorno ad un carter, sono quasi esclusivamente raffreddati ad aria. I moderni motori a pistoni pertanto hanno raggiunto un notevolissimo grado di perfezione, ed una considerevole complessità.I rapporti di compressione non hanno tuttavia mal superato limiti troppo elevati e sono normalmente compresi attorno a 7: le cilindrate hanno raggiunto e superato gli 80 L mentre i giri al minuto sono stati generalmente contenuti sotto i 4000. Tra i tipi più comunemente oggi impiegati sono da ricordare i tipi in linea con banchi di cilindri contrapposti (a 4. 8. 8 cilindri), ed i tipi a stella e a doppia stella (rispettivamente con 5, 7, 9 e 10, 14. 18 cilindri).

Meno diffusi sono i motori ad un semplice banco di cilindri in linea, e praticamente scomparso il raffreddamento a liquido. La necessità di forti cilindrate, presupposto indispensabile per l’ottenimento di elevatissime potenze, ha portato alla comparsa di motori con banchi di cilindri a W, ad H e ad X in aggiunta al classico tipo a V, e di motori radiali del tipo a quattro stelle. I motori alternativi hanno raggiunto potenze massime attorno ai 3500 CV (valore che può essere considerato come limite praticamente non sperabile per il manifestarsi di gravissime difficoltà costruttive).

Consumo e accessori del motore

Il consumo di un motore a pistoni si aggira attorno al 200 g. di carburante (benzina a numero d’ottani compreso 44,80 e 150) all’ora per ogni CV di potenza erogato per lo stesso perfori il peso, dell’ordine degli 0.8 kg./CV per motori di piccola e media potenza, é sceso anche sotto 0.5 su motori particolarmente spinti. L’alimentazione può essere ottenuta mediante normali carburatori aspirati, ma si stanno sempre più diffondendo, soprattutto per motivi di sicurezza. Carburatori ad iniezione o addirittura l’Iniezione diretta del carburante nel cilindri, caratteristica comune a tutti i motori di potenza abbastanza elevata è l’impiego di un riduttore ad ingranaggi, che consente all’elica di ruotare a velocità minore (da in a 7/10) di quella del motore, raggiungendo cosi rendimenti pio elevati.

Molto diffuso, su tutti i motori di una certa potenza, é il compressore di sovralimentazione, che permette di compensare gli effetti della diminuzione di densità dell’aria che si riscontra salendo in quota. Questo compressore, generalmente di tipo centrifugo, azionato o direttamente dall’albero motore, o da una turbina alimentata dai gas di scarico, consento tanto di ottenere elevate potenze anche a quote di parecchie migliaia di m. quanto di erogare (sia pure per brevissimi periodi di tempo) potenze considerevolmente superiori a quelle normalmente fornite alle basse quote, con evidenti vantaggi per esempio, in decollo. Su alcuni grossi motori alternativi, denominati turbocompositi, l’energia contenuta nei gas di scarico viene utilizzata per far girare delle piccole turbine, la cui potenza viene trasmessa all’albero motore.

Cosa c’è da sapere sulla tracheotomia

In caso di ostruzione delle vie aeree superiori, dovuta a traumi facciali, tumori o fenomeni infiammatori, è necessario aprire un accesso alternativo per l’aria che deve raggiungere i polmoni.

ome si esegue una tracheotomia

Le tracheotomie programmate vengono eseguite sotto anestesia o sedizione generale. Il collo viene iperesteso all’indietro, per esporre le strutture della gola e consentire al chirurgo di recidere con la massima precisione. Innanzitutto, viene praticata un’incisione cutanea verticale, al di sotto della cartilagine tracheale e il tessuto muscolare e i vasi sanguigni sottostanti vengono riposizionati con cura per esporre la trachea. In condizioni normali, la pervietà della trachea é assicurata da anelli cartilaginei incompleti, che impediscono il collasso della via aerea.

Viene praticata un’apertura tra il terzo e il quarto anello, consentendo all’operatore di accedere senza danni al supporti cartilaginei. Quindi viene inserito un tubo endotracheale, fissato alle strutture del collo. Se l’apertura tracheale dovrà avere carattere permanente e non provvisorio, può essere rimossa una parte di cartilagine per creare una sede più stabile per il tubo. Le corde vocali si trovano immediatamente dietro le cartilagini tracheali, al di sopra del sito di incisione, ma per poter parlare, è necessario che l’aria transiti attraverso le corde e le faccia vibrare.

La tracheotomia in caso di emergenza

Alcuni tubi endotracheali contengono valvole di non ritorno, che consentono al paziente di inspirare attraverso il turbo ed espirare dalla bocca, inviando aria al polmoni senza ostacolare la fonazione. Se il paziente non è in grado di respirare autonomamente, può essere collegato un dispositivo di ventilazione meccanica che regoli il flusso gassoso da e verso i polmoni. Un intervento di tracheotomia é una procedura complessa e, pertanto. In situazioni di emergenza e di pericolo per la vita, è possibile ricorrere a una procedura più rapida, nota come cricotirotomia o cricotiroldotomla.

Si realizza un’incisione in posizione più alta, subito sotto la cartilagine tiroidea (pomo d’Adamo), che si aprirà direttamente nella trachea attraverso la membrana cricotiroldea. Questa procedura può essere eseguita con un oggetto appuntito e un tubo cavo. per esempio una cannuccia o l’involucro esterno di una penna. Tuttavia. Individuare il punto d’incisione esatto non è semplice e, senza avere conoscenze mediche, si rischia di perforare vasi sanguigni importanti, l’esofago o le corde vocali.

Gli stili architettonici nel mondo antico

Il termine stile non ha in architettura il carattere personale di un individuo o di una scuola artistica, ma è l’estrinsecazione del carattere unitario che informa le opere di tutto un popolo e di un’intera epoca storica. Lo stile è dovuto all’influenza della fede, dei costumi, degli istituti, del clima e dell’ ambiente sociale produttivo ed economico di un popolo:in sintesi, è la risultante di una determinata civiltà.

L’architettura egizia ed indiana

Lo studio analitico degli stili è compito della storia dell’arte. Lo stile egizio, per esempio, rappresenta, un insieme grandiosamente maestoso. Gli elementi portanti sono le colonne, i pilastri monolitici ed i muri a secco in pietra tagliata. La decorazione è meravigliosamente policromata, a fini disegni ed a rari bassorilievi. La colonna a sezione circolare, liscia, senza plinto, capitello a fior di loto. Tra le costruzioni caratteristiche ci sono sicuramente le piramidi. Devono la loro forma particolare allo scopo di sfidare il tempo: furono costruite secondo una misteriosa modulazione astronomica numerica.

Nello stile assiro ci sono, invece, costruzioni massicce ad ovviare la povertà del mezzo tecnico. Muratore in laterizi crudi e cotti, cementate con bitume e rivestite all’interno con lastre di pietra, pesantemente decorate di stucchi, smalti e pitture. Mezzi portanti: i pilastri in muratura collegati da archi e volte a tutto sesto costruite senza centine, a corsi orizzontali gradatamente rimpicciolentisi.Edifici a pianta rettangolare, andamento a terrazze, finestre solo verso cortile e coperture in travature di legno.

Lo stile indiano, invece, è fatto di grandi templi scavati nella roccia e all’aperto, in forma di piramide tronca terrazzata, simili a quelli delle civiltà pre-colombiane d’America ma, a differenza di questi, sovraccarichi di un ornato insurreggiante di linee intrecciate e interpuntate di simboliche stilizzazioni animali e vegetali. Suggestive le pagode con caratteristico tetto a più piani. La colonna indiana è di solito tozza a sezione circolare o prismatica poligonale, rastrematura sensibilissima, decorazione su tutto il corpo della colonna stessa. Sopra le colonne poggiano architravi la cui portata é diminuita da mensole frastagliate.

L’architettura nella grecia antica

Il periodo arcaico dell’architettura greca, invece, mostra le influenze dell’arte egizia e orientale nella struttura trilitica caratterizzata da due massicci piedritti e da un architrave oppure nelle grandi mura a secco. Talvolta l’architrave é sostituito da due pietre che, poggiando direttamente sui piedritti, formano un angolo più o meno acuto e, se ad intradosso tagliato a semicerchio, delineano la forma rudimentale dell’arco a due conci.

Molto probabilmente verso la fine di questo periodo si giunse alle forme classiche, ma essendo queste edificate in legno, non ne restano oggi tracce se non indirette. Infatti nei monumenti in pietra dell’età classica, i triglifi poggianti sull’architrave rappresentano le testate delle travi lignee di sostegno della soletta: l’accetto della cornice è il necessario sporgimento del tetto a due falde e così via con innumeri particolari.

L’importanza del metabolismo

L’insieme dei fenomeni e delle reazioni con cui si attuano sia il ricambio organico generale per il rinnovo dei materiali costitutivi dell’essere vivente, sia gli scambi energetici per mezzo dei quali l’energia chimica degli elementi e delle riserve organiche si trasforma nelle varie forme di energia liberata dagli esseri viventi.

Il metabolismo generico

La materia vivente, costituita da grossi complessi molecolari, va incontro incessantemente a fenomeni di ossidazione e di demolizione e contemporaneamente a fenomeni riduttivi e sintetici, in maniera che i suoi numerosi costituenti chimici sono continuamente rinnovati. Il metabolismo organico generale contempla da un lato le vie e l’entità dell’apporto del nuovi materiali, la loro assimilazione e le reazioni di sintesi con cui al giunge alla formazione dei complessi molecolari delle cellule, e dall’altro canto la demolizione dei composti organici e l’eliminazione delle scorie.

Nel soggetto adulto, in condizioni normali il bilancio del metabolismo organico è tale che vi è un pareggio tra l’entrata e l’uscita del diversi materiali. Invece nei giovani durante la crescita l’apporto deve essere maggiore della perdita, necessitando nuovi materiali per l’accrescimento corporeo. Al contrario nella vecchiaia e in condizioni patologiche si avrà un bilancio organico deleterio, con conseguente perdita di peso. Per metabolismo energetico s’intende la quantità di energia trasformata dall’organismo in un determinato tempo. L’energia impiegata è essenzialmente l’energia chimica degli aumenti trasformata in energia termica, per mantenere costante la temperatura corporea a 36.5 C° ed in energia meccanica per il lavoro muscolare.

Altri tipi di metabolismo

Il metabolismo energetico di un individuo varia entro limiti molto larghi in rapporto all’attività muscolare del soggetto, alla sua alimentazione e alla temperatura ambiente. Per metabolismo basale s’intende il minimo consumo energetico a digiuno e a riposo assoltilo compatibile con la vita. Esprime quindi la quantità d’energia necessaria per mantenere le funzioni indispensabili della vita (respirazione, circolazione. temperatura corporea). In condizioni normali il metabolismo basale dell’uomo adulto é pari a 40 grandi Calorie per ogni metro quadrato di superficie corporea e per ora ora (per complessive 1700-1800 Cal. per ogni 24 ore). In condizioni patologiche i valori del metabolismo basale variano: ad esempio, nell’ipertiroidismo basedowniano si ha notevole aumento del 7.1. basale.

Per metabolismo totale s’intende il consumo energetico complessivo delle 24 ore. Esso è ovviamente in rapporto con l’attività muscolare e con la temperatura ambientale ed inoltre con l’alimentazione in quanto l’ingestione d’alimenti, ed in specie di proteine, esalta il metabolismo (azione dinamica specifica degli alimenti). Conoscendo il valore energetico del diversi alimenti ed il valore del metabolismo totale di un soggetto, si può stabilire la razione alimentare a lui necessaria. Nella compilazione della razione alimentare si deve tener conto che in essa, glucidi, grassi e protidi devono essere giustamente equilibrati, mentre le sostanze inorganiche, l’acqua e le vitamine devono essere presenti nelle quantità necessarie ad equilibrare il ricambio organico generale.

Funzione renale: cosa c’è da sapere

Come avviene la filtrazione del sangue, fondamentale per la nostra sopravvivenza? I reni sono organi a forma di fagiolo, situati lateralmente a meta circa della schiena, immediatamente sotto la gabbia toracica, del peso 115-170 grammi l’uno, a seconda di dimensioni e sesso dell’individuo. Scopriamo insieme la funzione renale e le sue caratteristiche.

Caratteristiche dei reni

Solitamente, il rene sinistro é un po’ più grande del destro, e vista la grande efficienza di questi organi, anche chi nasce con un solo rene riesce a sopravvivere praticamente senza alcun problema di salute. Anzi, l’organismo funziona normalmente anche con una riduzione della funzionalità renale pari al 30-40 percento, che addirittura passa inosservata, a dimostrazione di quanto efficacemente i reni svolgano la loro opera di filtrazione dei prodotti di scarto, e anche d I mantenimento del livelli di minerali e della pressione corporea in tutto il corpo.

I reni lavorano in collaborazione con altri organi e ghiandole in diverse localizzazioni, per esempio l’ipotalamo, che contribuisce alla determinazione e controllo dei livelli idrici dell’organismo. Ogni giorno, i reni filtrano tra i 150 e i 180 litri di sangue, trasferendo però soltanto due litri di fluidi di scarto agli ureteri e quindi alla vescica perla successiva eliminazione.

Scarti e lavorazioni dei reni

Il principale prodotto di scarto è costituito dall’urea, un sottoprodotto delle proteine degradate per la produzione energetica, e da acqua, ed è noto come “urina”. I reni filtrano il sangue facendolo passa re attraverso una piccola unità funzionale detta nefrone. Ogni organo ne ha circa un milione, costituiti da glomeruli, piccole strutture capillari, e da un condotto di raccolta del l’urina detto tubulo renale. Ogni glomerulo vaglia le comuni cellule e proteine separandole dal sangue, trasferendo poi I prodotti di scarto al tubulo renale che, attraverso gli arderle convoglia l’urina nella vescica.

Oltre a effettuare questo processo di filtrazione, i reni rilasciano ormoni di importanza critica (eritroproteina, renana e calcitriolo) che stimolano la produzione di eritrociti, contribuiscono alla regolazione della pressione sanguigna e favoriscono, rispettivamente, la crescita ossea e la giusta concentrazione di minerali. Entrando in un rene, il sangue attraversa un nefrone, minuscola unità funzionale costituita da un sistema capillare e da un condotto per il trasporto dei prodotti di scarto. Insieme, eseguono la filtrazione del sangue, restituendolo pulito al cuore e ai polmoni, dove avviene la riossigenazione e la rimessa in circolo, e inviando il materiale da espellere alla vescica.