stili architettonici

Gli stili architettonici nel mondo antico

Il termine stile non ha in architettura il carattere personale di un individuo o di una scuola artistica, ma è l’estrinsecazione del carattere unitario che informa le opere di tutto un popolo e di un’intera epoca storica. Lo stile è dovuto all’influenza della fede, dei costumi, degli istituti, del clima e dell’ ambiente sociale produttivo ed economico di un popolo:in sintesi, è la risultante di una determinata civiltà.

L’architettura egizia ed indiana

Lo studio analitico degli stili è compito della storia dell’arte. Lo stile egizio, per esempio, rappresenta, un insieme grandiosamente maestoso. Gli elementi portanti sono le colonne, i pilastri monolitici ed i muri a secco in pietra tagliata. La decorazione è meravigliosamente policromata, a fini disegni ed a rari bassorilievi. La colonna a sezione circolare, liscia, senza plinto, capitello a fior di loto. Tra le costruzioni caratteristiche ci sono sicuramente le piramidi. Devono la loro forma particolare allo scopo di sfidare il tempo: furono costruite secondo una misteriosa modulazione astronomica numerica.

Nello stile assiro ci sono, invece, costruzioni massicce ad ovviare la povertà del mezzo tecnico. Muratore in laterizi crudi e cotti, cementate con bitume e rivestite all’interno con lastre di pietra, pesantemente decorate di stucchi, smalti e pitture. Mezzi portanti: i pilastri in muratura collegati da archi e volte a tutto sesto costruite senza centine, a corsi orizzontali gradatamente rimpicciolentisi.Edifici a pianta rettangolare, andamento a terrazze, finestre solo verso cortile e coperture in travature di legno.

Lo stile indiano, invece, è fatto di grandi templi scavati nella roccia e all’aperto, in forma di piramide tronca terrazzata, simili a quelli delle civiltà pre-colombiane d’America ma, a differenza di questi, sovraccarichi di un ornato insurreggiante di linee intrecciate e interpuntate di simboliche stilizzazioni animali e vegetali. Suggestive le pagode con caratteristico tetto a più piani. La colonna indiana è di solito tozza a sezione circolare o prismatica poligonale, rastrematura sensibilissima, decorazione su tutto il corpo della colonna stessa. Sopra le colonne poggiano architravi la cui portata é diminuita da mensole frastagliate.

L’architettura nella grecia antica

Il periodo arcaico dell’architettura greca, invece, mostra le influenze dell’arte egizia e orientale nella struttura trilitica caratterizzata da due massicci piedritti e da un architrave oppure nelle grandi mura a secco. Talvolta l’architrave é sostituito da due pietre che, poggiando direttamente sui piedritti, formano un angolo più o meno acuto e, se ad intradosso tagliato a semicerchio, delineano la forma rudimentale dell’arco a due conci.

Molto probabilmente verso la fine di questo periodo si giunse alle forme classiche, ma essendo queste edificate in legno, non ne restano oggi tracce se non indirette. Infatti nei monumenti in pietra dell’età classica, i triglifi poggianti sull’architrave rappresentano le testate delle travi lignee di sostegno della soletta: l’accetto della cornice è il necessario sporgimento del tetto a due falde e così via con innumeri particolari.