evoluzione e cambiamenti

L’evoluzione e i cambiamenti

L’evoluzione è la teoria secondo la quale le specie non sono immutabili, ma in continua trasformazione: le specie oggi viventi sono il risultato delle modificazioni subite da quelle vissute in altri tempi e soggette a cambiamenti di piccola entità ma numerosi e vari daranno origine alle specie del futuro.

Le prime teorie evoluzioniste

L’ipotesi evoluzionista è stata suggerita dagli studi fatti in diverse branche delle scienze biologiche, soprattutto dalla botanica e zoologia sistematiche, dall’anatomia e fisiologia comparate, dalla biochimica, dall’embriologia e dalla paleontologia. La genetica. dal canto suo, fornisce una spiegazione dei meccanismi evolutivi. Da molto tempo, i botanici e gli zoologi sistematici sanno che le specie si riuniscono in gruppi in ciascuno dei quali esiste un unico piano di organizzazione. Le strutture delle diverse specie rappresentano una gamma di variazioni di un motivo fondamentale ed è naturale pensare che siano derivate da un tipo ancestrale comune, appunto per evoluzione.

L’anatomia comparata conferma questi dati con altre osservazioni di carattere morfologico. La fisiologia e la biochimica comparate forniscono altre prove rivelando nelle specie alani comportamenti e caratteri molto più sbolli che tra specie di gruppi diversi. Per esempio le emoglobine di animali dello stesso genere presentano differenze molto piccole: quelle di animali appartenenti alla stessa famiglia, allo stesso ordine, presentano differenze maggiori. Le affinità biochimiche, in generale, sono in accordo con le somiglianze di forma e di struttura: anch’esse suggeriscono un’evoluzione, cioè una serie di cambiamenti a partire da una forma ancestrale comune.

L’evoluzionismo moderno

Studiando l’embriologia ci si accorge che nell’ambito di un tipo le prime fasi dello sviluppo sono molto simili in tutte le specie. L’esempio più noto è quello dell’organo respiratorio dei Vertebrati. In tutte le classi, dai Pesci ai Mammiferi, durante i primi stadi si formano gli abbozzi delle branchie: nei Pesci, nel Ciclostomi e negli Anfibi esse continuano a svilupparsi, mentre nei Rettili, negli Uccelli e nei Mammiferi regrediscono più o meno velocemente. Gli esempi possono moltiplicarsi, sia rimanendo fra i Vertebrati, sia considerando altri tipi. Sempre tra i Vertebrati, lo sviluppo del cuore, dello scheletro, della muscolatura inizia in modi molto simili per divergere negli stadi più avanzati.

Queste osservazioni suggeriremo a Muller e Haeckel la famosa osservazione, nota come legge biogenetica. Ma le prove più convincenti all’ipotesi dell’evoluzionismo provengono dalla paleontologia. Essa ci dice che nei tempi geologici passati sono vissute specie vegetali e animali diverse da quelle attuali. che in generale sono dl origine molto recente. La maggior parte delle forme più antiche si è estinta, man mano che comparivano altre forme, le quali a loro volta sono scomparse lasciando il posto ad oltre ancor più recenti. Inoltre, esaminando gli organismi in ordine di comparsa sulla terra ci accorgiamo che i più antichi sono i più diversi dalle specie odierne e che le forme e le strutture si sono modificate a poco a poco.