Cosa sapere sul seghetto alternativo

Cosa sapere sul seghetto alternativo

Per quelli che per la prima volta hanno a che fare con il seghetto alternativo, è un attrezzo che viene utilizzato per tagliare i vari tipi di materiali (metalli, legno, plastica…). Viene adoperato a mano e con le sue lame effettua il taglio desiderato.

Esistono vari tipi di lame per varie tipologie dei tagli e anche tantissime variazioni sulla potenza del motore del seghetto alternativo. Dipende tutto dal materiale che dovete tagliare. Il materiale da tagliare viene fissato su una superficie immobile e rigida, e successivamente viene effettuato il taglio.

Il taglio non dipende dalla forza umana usata sul seghetto alternativo o sul materiale, ma dipende molto dalla potenza del motore stesso (che dovreste tenere in considerazione quando decidete di comprarlo). Di solito insieme al seghetto alternativo ci viene fornita una lama, una vaschetta per la raccolta della polvere e un adattatore.

Importante che il seghetto alternativo sia abbastanza leggero e maneggevole con un cavo per la presa elettrica abbastanza lungo per poter lavorare in tranquillità. Non tutti i seghetti in vendita sono adatti per il taglio di tutti i materiali, allora prima di comprarli dobbiamo considerare un paio di cose.

Le cose da considerare sono: 1. Potenza del seghetto alternativo – la potenza del motore vi aiuterà per fare un taglio semplice e leggero, ma con una potenza più alta il seghetto lo potrete usare per più ore di fila senza paura che si surriscaldi. 2. Velocità della lama – la lama viene scelta a seconda del tipo di materiale da tagliare. 3. Profondità di taglio. 4. Il tipo di materiale da tagliare per poter scegliere la lama più adatta

Tipo di lama

Quando usiamo il seghetto alternativo bosch, in particolare modo dobbiamo stare attenti alla scelta della lama. Essa dipende dal materiale che dobbiamo tagliare e a seconda dell’utilizzo previsto la scelta può essere molto vasta.
La differenza delle lame dipende dalle dimensioni della lama, dalla tipologia della dentatura, dalla qualità dell’ acciaio usata per fare la lama, dalle caratteristiche del taglio, e dalla durezza della dentatura stessa, dal tipo di materiale da tagliare e del suo spessore.

Diciamo che una delle regole che vale per quanto riguarda la scelta della dentatura delle lame è che per i materiali più duri, necessariamente dobbiamo usare i denti più piccoli e per i materiali più morbidi la dentatura sarà più grande. Esistono le lame in acciaio e carbonio, lame di bimetallo, lame in acciaio temprato.

Accessori

Per i seghetti alternativi e il loro uso, troverete una marea di accessori. Dalle lame per seghetto alternativo per tagli curvi grezzi nel legno tenero, lame per tagli rapidi in legno e pannelli di truciolato, lame per taglia rapidi nel legno spesso da cantiere, per tagli curvi, per tagli puliti, per tagli particolarmente fini senza schegge nel legno tenero, per pannelli rivestiti, per materiali legnosi abrasivi,per le lamiere, per metalli, per la plastica…
Altri accessori da usare sarebbero: scarpe antinfortunistiche, guanti e occhiali di protezione.

Sicurezza a base di telecamere ip

Sicurezza a base di telecamere ip

Le telecamere ip sono dei dispositivi elettronici dotati di alimentazione elettrica atti a monitorare case, giardini, uffici e quant’altro. Sono in altre parole delle telecamere di sorveglianza. Sostituiscono i precedenti modelli di telecamere di sorveglianza a nastro e presentano rispetto a quest’ultime notevoli vantaggi, proviamo a vedere meglio nel dettaglio quali siano le loro caratteristiche e come funzionano.

Caratteristiche e funzionamento delle telecamere ip

Le telecamere ip possono essere istallate praticamente ovunque sia presente una semplice presa di corrente e una connessione a internet. Sono utilizzabili anche in modalità wireless. Uno speciale software per il loro utilizzo viene generalmente fornito dall’azienda produttrice unitamente al prodotto, al momento dell’acquisto. alcuni tipi di queste speciali telecamere sono progettati in materiali impermeabili e resistenti alle variazioni di temperatura e sono dotate di visione notturna, il che le rende ideali per il monitoraggio di ambienti esterni.

Vi sono poi modelli pensati per l’utilizzo in interni. queste telecamere possono altresì avere obbiettivi in grado di catturare immagini ad alta definizione e con diversi gradi di angolatura. i modelli fish eye ad esempio hanno la caratteristica di poter inquadrare a 360 gradi lo spazio di sorveglianza. la fine tecnologia che le caratterizza consente a questi dispositivi di convertire in tempo reale le immagini in formati digitali e di trasmetterle direttamente su un dispositivo ad esse collegato, via internet. Alcuni modelli sono dotati di dispositivi di archiviazione interni o di memorie all’interno delle quali confluiscono le informazioni digitali trasmesse dagli apparecchi.

Compatibilità delle telecamere ip

Alcuni modelli possono essere dotati inoltre di alloggiamento per scheda sd il che consente, anche in assenza di memoria interna di memorizzare in archivio i video e le immagini ottenute dalle telecamere. Molti router sono nativamente compatibili con la videosorveglianza ip. Ovunque vi troviate, se avete a disposizione una connessione a internet, avete la possibilità di monitorare comodamente dal vostro computer, smartphone o tablet, la vostra casa, il vostro giardino e perché no, perfino assicurarvi che il vostro gatto o il vostro cane stia bene e in caso si presentino delle anomalie o dei problemi, di disporre interventi repentini anche a distanza.

Le telecamere ip sono acquistabili via internet e nei negozi specializzati. Attualmente ci sono molti modelli disponibili per gli utenti che si differenziano per tecnologia, complessità di utilizzo ma anche compatibilità con gli apparecchi in domotica che possono essere installati in precedenza all’interno di una casa oppure di un ufficio.

Osservare il cielo con un telescopio astronomico

Osservare il cielo con un telescopio astronomico

Il telescopio astronomico consente attraverso l’uso di specifiche lenti di indirizzare la luce proveniente da luoghi remoti verso un specifico punto interno al telescopio che fa si che sia possibile osservare un’immagine ingrandita di ciò che il telescopio mette a fuoco. Questi generi di telescopi sono anche definiti telescopi ottici per distinguerli dai radiotelescopi o dai telescopi per raggi x o raggi gamma.

I telescopi ottici

si distinguono in rifrattori e riflettori; i primi ingrandiscono l’immagine grazie alle peculiarità ottiche delle lenti, i secondi attraverso curvature di specchi. Vi sono in oltre i telescopi catadiottrici che usano sia lenti che specchi. Le due principali caratteristiche sono il diametro e la lunghezza focale. Un diametro maggiore garantirà maggiore luce in entrata nel telescopio, migliorando le prestazioni dello stesso, rendendo possibile la visione di oggetti più piccoli e deboli, allo stresso tempo al crescere del diametro, già sopra gli 8-10 cm, la turbolenza dell’atmosfera diverrà più sensibile provocando un degradamento dell’immagine osservata.

Anche le focali aumentando consento un maggiore ingrandimento dell’oggetto osservato ma allo stesso tempo comportano una riduzione della luminosità e quindi della nitidezza. Oltre a quanto detto un altro elemento da tenere in considerazione è il tipo di montatura che potrà essere equatoriale o altazimutale, quest’ultima punta l’oggetto da osservare seguendo movimenti che sono paralleli o perpendicolari all’orizzonte, tale montatura non richiede alcun allineamenti a differenza dell’equatoriale che richiede l’allineamento con il polo nord; l’uso fotografico del telescopio migliore è talvolta una discrimine per la scelta tra le due montature.

Il valore di un telescopio astronomico

Non è certo una spesa insignificante, ma il principale elemento di valutazione che un appassionato di astronomia dovrà valutare, oltre al budget di spese, sarà la portabilità e le prestazione, un telescopio astronomico con obbiettivo da 40 o 60 cm sicuramente ci offrirà immagini spettacolari, ma con quanta agevolezza lo potremo portare nei luoghi di nostro interesse se questi sono più d’uno e distanti? Viceversa uno con obbiettivo di 7 o 8 cm ci offrirà sicuramente una buona portabilità ma ci offrirà immagini più piccole e stelle molto distanti non ci appariranno forse tanto spettacolari.

È quindi l’utilizzo che ne dobbiamo fare che ci guida nella scelta, se l’intento è quello di andare ad osservare i pianeti maggiori in una bella notte serena senza che ciò comporti difficoltà negli spostamenti orientarsi verso un più economico e versatile telescopio piccolo anche nell’ordine dei 10-20 cm in funzione del peso, potrebbe essere una scelta saggia, se l’intento è di cogliere e studiare flebili segnali dal l’universo profondo e verso ben altro che bisognerà orientarsi a discapito sia del portafoglio che della mobilità.

L’importanza della fecondazione assistita

L’importanza della fecondazione assistita

Con fecondazione assistita si intende un insieme di tecniche messe a punto per lo scopo di indurre una donna che ha difficoltà a rimanere incinta a rimanere incinta. una gravidanza si instaura normalmente all’interno della cavità uterina a seguito della fecondazione di un ovulo femminile da parte del seme maschile. Perché questo processo avvenga è necessario che sussistano determinate condizioni: che entrambi i partner siano in età fertile, che la donna ovuli e che gli spermatozoi dell’uomo siano competitivi. Nella maggior parte dei casi le gravidanze si instaurano in maniera del tutto spontanea e spesso non programmata.

Vi sono casi in cui, per diversi fattori, età della donna, stile di vita, abitudine al fumo, stress ecc. la donna pur essendo fertile e avendo un compagno altrettanto fertile non riesce a rimanere incinta; in quei casi, se il desiderio di avere figli è molto importante i partners possono decidere di rivolgersi alla fecondazione assistita. Nel caso in cui invece sfortunatamente la donna è sterile, ossia non produce ovuli, non si può ricorrere alla fecondazione assistita.

Come funziona la fecondazione assistita

Come già accennato non esiste una sola tecnica per consentire a una donna di essere aiutata nel restare incinta. fecondazione assistita può essere anzitutto omologa o eterologa. La fecondazione medicalmente assistita omologa consiste nell’unione di ovulo e seme appartenenti alla stessa coppia che non riesce ad avere figli. In questo caso il corredo genetico ereditato dal nascituro sarà quello dei genitori. La fecondazione eterologa invece avviene se il seme o l’ovulo sono prelevati da donatori esterni alla coppia.

In questo caso ovviamente il nascituro avrà un corredo genetico solo in parte ereditato da uno dei due genitori, molto probabilmente sterile. esistono banche del seme in cui campioni di seme prelevato dai donatori vengono conservati e successivamente utilizzati ai fini della fecondazione assistita eterologa. Esiste altresì l’ovodonazione o donazione di ovuli da utilizzare nei casi di infertilità femminile dovuta a vari fattori, compresa la menopausa precoce.

La fecondazione assistita in Italia

La fecondazione assistita in Italia è una pratica sempre più spesso diffusa, come del resto in altre parti d’Europa. Prima di ricorrere all’adozione infatti le giovani coppie approdano presso i centri specializzati nella cura dell’infertilità, per sottoporsi a diversi tipi di trattamento. Pertanto è stato istituito uno speciale registro detto Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita nel quale sono iscritti tutti i centri autorizzati che operano nel settore della fecondazione assistita.

L’evoluzione e i cambiamenti

L’evoluzione e i cambiamenti

L’evoluzione è la teoria secondo la quale le specie non sono immutabili, ma in continua trasformazione: le specie oggi viventi sono il risultato delle modificazioni subite da quelle vissute in altri tempi e soggette a cambiamenti di piccola entità ma numerosi e vari daranno origine alle specie del futuro.

Le prime teorie evoluzioniste

L’ipotesi evoluzionista è stata suggerita dagli studi fatti in diverse branche delle scienze biologiche, soprattutto dalla botanica e zoologia sistematiche, dall’anatomia e fisiologia comparate, dalla biochimica, dall’embriologia e dalla paleontologia. La genetica. dal canto suo, fornisce una spiegazione dei meccanismi evolutivi. Da molto tempo, i botanici e gli zoologi sistematici sanno che le specie si riuniscono in gruppi in ciascuno dei quali esiste un unico piano di organizzazione. Le strutture delle diverse specie rappresentano una gamma di variazioni di un motivo fondamentale ed è naturale pensare che siano derivate da un tipo ancestrale comune, appunto per evoluzione.

L’anatomia comparata conferma questi dati con altre osservazioni di carattere morfologico. La fisiologia e la biochimica comparate forniscono altre prove rivelando nelle specie alani comportamenti e caratteri molto più sbolli che tra specie di gruppi diversi. Per esempio le emoglobine di animali dello stesso genere presentano differenze molto piccole: quelle di animali appartenenti alla stessa famiglia, allo stesso ordine, presentano differenze maggiori. Le affinità biochimiche, in generale, sono in accordo con le somiglianze di forma e di struttura: anch’esse suggeriscono un’evoluzione, cioè una serie di cambiamenti a partire da una forma ancestrale comune.

L’evoluzionismo moderno

Studiando l’embriologia ci si accorge che nell’ambito di un tipo le prime fasi dello sviluppo sono molto simili in tutte le specie. L’esempio più noto è quello dell’organo respiratorio dei Vertebrati. In tutte le classi, dai Pesci ai Mammiferi, durante i primi stadi si formano gli abbozzi delle branchie: nei Pesci, nel Ciclostomi e negli Anfibi esse continuano a svilupparsi, mentre nei Rettili, negli Uccelli e nei Mammiferi regrediscono più o meno velocemente. Gli esempi possono moltiplicarsi, sia rimanendo fra i Vertebrati, sia considerando altri tipi. Sempre tra i Vertebrati, lo sviluppo del cuore, dello scheletro, della muscolatura inizia in modi molto simili per divergere negli stadi più avanzati.

Queste osservazioni suggeriremo a Muller e Haeckel la famosa osservazione, nota come legge biogenetica. Ma le prove più convincenti all’ipotesi dell’evoluzionismo provengono dalla paleontologia. Essa ci dice che nei tempi geologici passati sono vissute specie vegetali e animali diverse da quelle attuali. che in generale sono dl origine molto recente. La maggior parte delle forme più antiche si è estinta, man mano che comparivano altre forme, le quali a loro volta sono scomparse lasciando il posto ad oltre ancor più recenti. Inoltre, esaminando gli organismi in ordine di comparsa sulla terra ci accorgiamo che i più antichi sono i più diversi dalle specie odierne e che le forme e le strutture si sono modificate a poco a poco.